Vie Lauretane
Torre della Mencia (Asciano)

In Asciano — Bene culturale

Torre della Mencia (Asciano)

Come già detto in riferimento alla storia di Asciano con la seconda metà del 1500 e la pace derivata dall’annessione di Siena allo stato Mediceo, inizia un fortunato periodo in cui amministratori della cosa pubblica e privati cittadini si adoperano per l’abbellimento e la rinascita urbanistica del paese. Le famiglie facoltose, come gli Spannocchi ed i Nannini, procedono alla riparazione dei propri palazzi, il Comune ripara le torri e parte delle mura ed alcuni maggiorenti prospettano l’idea di corredare il Paese di un orologio pubblico sorretto da una Torre Merlata. Una lapide che si riporta tradotta dal latino ricorda come «per elargizione pubblica e privata, di famiglie civili, del Municipio, di Sacerdoti ed a cura di Tolomei, Scotti, Amidei, Mariotti, tutti cittadini ascianesi, sorse, in area gratuita, questa Torre D.N.I. MDLXXXVI» ovvero 1586 in numeri arabi. La costruzione è alta 25 metri, a metà sotto il primo ordine è posto il castello di orologeria, dopo un duplice ordine di merli, si erge il castello in ferro battuto che sostiene la campana la quale culmina con la banderuola crociata che segnala le variazioni atmosferiche. La costruzione è una fra le più eleganti tra quelle che, ad Asciano, come a Pienza e Buonconveto, sono costruite a imitazione della senese torre del Mangia. Il nome di questa torre civica, detta torre della Mencia, deriva dalla fontana collocata ai suoi piedi: un grande mascherone a forma di testa di Gorgone in pietra, con tanto di serpenti in bronzo, che mesceva (da cui mencia) appunto, l’acqua per i tanti viatores. La tradizione popolare vorrebbe che chi avesse bevuto l’acqua da questa fonte si sarebbe ritrovato a tornare ad Asciano ma il manufatto originale è attualmente conservato all’interno del Museo Palazzo Corboli e la copia non mesce acqua.

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