Bene culturale
Chiesa di S. Andrea e S. Lorenzo
La chiesa, un tempo nota come chiesa del Crocifisso, è ricordata nei documenti storici a partire dal 1252. L'attuale facciata di travertino in stile neoromanico risale agli inizi del XX secolo ed è di poco successiva all'alto campanile in travertino chiaro, ultimato nel 1893. L'interno è in prevalenza d'impianto gotico, a navata unica, con tetto a capriate e cappelle laterali. Di particolare rilievo è la gotica cappella Cacciaconti, chiusa da una ricca cancellata in ferro battuto di Lotino di Toro da Siena del 1347. Sulla mensa si trova una piccola statua in marmo di un Cristo benedicente attribuito a Giovanni di Agostino mentre sulla parete si colloca la trecentesca tavola con "Santa Caterina da Siena” di Andrea del Brescianino proveniente dalla vicina località di Modanella. Di particolare pregio è il sepolcro, datato 1337, di Cacciaconte Cacciaconti signore di Serre opera di Agostino di Giovanni relativamente alla cui vicenda si riporta un aneddoto narrato, ancora una volta, da Giovacchino Losi nelle già citate ottocentesche memorie di un viaggio in strada ferrata da Asciano a Grosseto. «Abbiamo un altro esempio dei cangiamenti che le umane vicende introdussero nel Castello delle Serre nella statua di marmo che rappresenta Cacciaconte Cacciaconti, murata nel cantone esterno della chiesa dedicata al Crocifisso – attualmente ricollocata nell’originaria poizione- in antico stava distesa sopra l'urna di un magnifico deposito, lavorato tutto con fini marmi ed adorno di fregi, intagli ed armi della preindicata famiglia. Il popolo ignorante si ridusse a venerare la statua giacente, come se fosse quella di un Santo, perché la vedeva vestita con l'abito da Senatore, e coperta in testa con la berretta foggiata sul costume del tempo in cui visse il detto feudatario. Monsignor Angiolo Peruzzi, vescovo di Sarsina, per rimediare allo scandalo, ordinò che fosse tolta da quel luogo […] e la statua del nostro Cacciaconti, dalla posizione in cui se ne stava, riposando con tutta comodità sull’ urna, fu dal Rettore della chiesa, destinata a stare ritta ed allo scoperto, nel cantone che abbiamo indicato».
Da rimarcare inoltre, sull’altare della seconda cappella a destra, la Madonna del Rosario di Alessandro Casolani e, presso la prima, un’ampia nicchia affrescata con la Madonna e il Bambino in trono e Santi, del 1581; in alto Crocifissione, nel sottarco Cristo Pantocrator, nell’imbotte a sinistra Sant’Antonio abate e a destra San Giovanni Evangelista tutti dipinti nella seconda metà del Trecento.
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