In Siena — Bene culturale
Chiesa di San Vigilio
Nella grande ricchezza di luoghi di culto che si concentra a Siena, città mariana e crocevia di viae peregrinales, assume una particolare rilevanza, ai fini della devozione lauretana, la chiesa di San Vigilio. Situata nei pressi del Campo viene fondata dalla famiglia Ugurgieri nell'XI secolo e successivamente donata, nel 1131, ai monaci Camaldolesi che vi restano fino al 1420. In seguito è ceduta, nel 1556, ai gesuati che la ristrutturano in un assetto prossimo a quello attuale. Nel 1759, con la soppressione dell’ordine monastico il complesso passa ai benedettini vallombrosani che commissionano ad Antonio Matteucci il rinnovo della facciata. Con le soppressioni napoleoniche la chiesa passa all’arcidiocesi che la fa officiare alla compagnia del SS. Sacramento. Nel 1816 il Granduca Ferdinando III insedia la sede dell'Ateneo senese nel palazzo adiacente e, nel 1991, l'arcivescovo Gaetano Bonicelli erige la chiesa a Cappella Universitaria di Siena.
Al suo interno nel terzo altare a destra si trovano alcune statue su disegno di Gian Lorenzo Bernini tra le quali una raffigurante il beato Giovanni Colombini, l’ascianese fondatore dei frati gesuati che i pellegrini diretti a Loreto, nel loro cammino, ritrovano appunto nelle memorie del vicino convento di Sant'Ippolito ad Asciano. L'importanza della chiesa di San Vigilio per i pellegrini lauretani si deve al primo altare a destra della navata, di arte barocca, che contiene in una nicchia circondata da ricca cornice in marmo ove si colloca una miracolosa immagine in statua della Madonna di Loreto, molto venerata da quanti, a Siena, abbandonavano la Francigena per intraprendere il cammino verso la Santa Casa. Completano il programma iconologico mariano e lauretano i laterali, dipinti da Francesco Vanni, raffiguranti Assunzione di Maria Vergine ed il Trasporto della Santa Casa. Nell’abbondanza dell’apparato artistico della chiesa si segnala infine il soffitto, ornato di quindici grandiosi comparti, tutti del pittore senese Raffaello Vanni, raffiguranti il Giudizio Universale.
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